Io amo la birra. Questo blog creato per condividere le mie conoscenze sulla birra a voi. Spero che vi piaccia
giovedì 6 gennaio 2011
Destinazione Birra: Stoccolma
Stoccolma è una città decisamente affascinante, conosciuta anche come la Venezia del nord per via della sua singolare conformazione, che conta diverse isole sulle quali è stata eretta la città. Austera e elegantissima, rende estremamente piacevole e rilassante la sua scoperta; soprattutto la notte è emozionante aggirarsi fra vicoli e canali, ogni angolo è una nuova scoperta.
Da qualche anno la città è al centro degli interessi birrari degli appassionati, grazie alla nascita di alcuni fra i migliori beer-bars del mondo e a una fervente scena artigianale. Quale occasione migliore dataci dallo Stockholm Beer&Whisky Festival per avere un contatto ravvicinato con questa realtà, e le aspettative non sono certo state deluse.
A dir la verità il Festival è stata forse la parte meno interessante, in Scandinavia da ormai molto tempo vige l'influenza statunitense per quanto riguarda la birra, e tutti gli artigiani locali hanno le loro belle IPA, Imperial Stout e Porter in "US style" Un po' noiose sinceramente, e la possibilità di assaggiare allo stesso festival i prodotti americani presentati da uno dei migliori pub della città (l'Oliver Twist), non faceva altro che amplificare il gap esistente fra le due realtà, in favore ovviamente per i prodotti statunitensi. La perplessità è sempre quella: ma se alcuni birrai italiani avessero presentato i loro prodotti personalmente, cosa sarebbe successo in quel mare di mediocrità? Un plauso comunque al Ducato e alla Birra del Borgo, presenti grazie al loro importatore.
Innanzitutto bisogna dire che la Svezia vive una strana situazione con il consumo di alcol: come molti sapranno è vietato consumare alcol per strada e la sua vendita "pubblica" è concessa solo in grandi magazzini chiamati Systembolaget, l'altra scelta è chiudersi bene dentro i pub. Questi grandi magazzini vendono solo alcolici di ogni tipo, ma lo fanno con una scelta di qualità impressionante: solo per la birra erano presenti sugli scaffali tutti i grandi nomi del panorama mondale, un po' come trovare alla Standa bottiglie di Cantillon, De Dolle, birre americane e italiane
Passiamo ai pub, dove bisogna dire che non è solo la birra a farla da padrone, ma anche il whisky, la selezione di questi ultimi infatti lascia senza parole: in quasi tutti i pub visitati c'erano liste infinite, da buon amante di Ardbeg mi sono sparato un goccio di una bottiglia del 1894 e un'altra del 1966 con 45 anni di invecchiamento in botte, roba da far sentire male anche il Maestro Stefano Carlucci del Le Bon Bock!
I pub di riferimento e di maggior fama sono sicuramente il già citato Oliver Twist (Replagargatan 6) di Jurgen Hasselqvist, personaggio di punta della nuova ondata birraria svedese, e il più recente Akkurat (Hornsgatan 18) di Sten Isacsson, salito ben presto ai vertici dei migliori pub del mondo. I due locali collaborano frequentemente tra loro, soprattutto nelle importazioni, facile infatti trovare birre americane alla spina, ottimi casks inglesi, grandi birre dal Belgio (senza parole la spina di Eylenbosch Framboise Cuvèe del 1989 all'Akkurat), artigianalità locali e specialità preparate soltanto per questi locali dai migliori Mastri birrai del mondo. Nel caso dell'Akkurat c'è la possibilità di attingere alla straordinaria cantina di birre "vintage", che hanno subito cioè un invecchiamento, lista seconda solo al leggendario Kulminator di Anversa. I prezzi non saranno certo favorevoli (alcune bottiglie superano al cambio i cento euro!) ma se "regge la pompa" si può fare una follia una volta nella vita. I due locali, entrambi in "english style" hanno una parte separata per la cena, l'Akkurat è un po' più grande ed è dotato di spazio per musica dal vivo, entrambi molto affollati come giustamente si addice a due templi assoluti del Gran Bere. Ho trovato straordinaria l'accoglienza e la competenza dei banchisti, con i due proprietari attivamente dietro al banco, per regalare a questi posti la giusta "anima". Un'esperienza unica!
Nei vicoli del centro storico degno di nota è sicuramente il Glenfiddich Warehouse N.68 (Vasterlanggatan 68), elegante locale dedito come dice il nome al buon whisky, ma con un'attenzione particolare alla birra. Come negli altri due locali le spine superano le venti unità, con una preferenza per le specialità locali, presenti anche in moltissimi pub cosiddetti "minori", peccato che qui da noi a parte qualche raro esempio, non si segua lo stesso metodo per la promozione delle birre nostrane. La cena in questo locale è stata ottima, ma come già detto, Stoccolma si fa notare purtroppo anche per i prezzi altissimi, fortunatamente tutto nel segno della grande qualità.
Altro locale da segnalare è il Monk's Cafè (Wallingatan 38), dove per l'occasione del Festival sono stati ingaggiati Urbain Cotteau e Carlo Grootaert della Struise Brouwers per una cotta esclusiva. Il locale è molto pretenzioso, elegante e signorile, si perde un po' del calore riscontrato nei pub precedenti, ma il Monk's è studiato più come ristorante che altro. La lista di birre è eccellente e può contare su più di 500 birre in bottiglia (non tutti i nomi sono però degni di nota), si produce cucina alla birra e ci sono alcune specialità birrarie prodotte in loco dal Mastro birraio Charles Cassino, autore di birre che hanno lasciato il segno.
Il Monk's Cafè sta aprendo la sua seconda sede, e dagli stessi proprietari è nata l'idea del Belgobaren (Bryggargatan 12): stessa atmosfera raffinata, è il ristorante di un albergo a quattro stelle nel centro di Stoccolma, propone qualche birra alla spina (Struise in primis) e una lista infinita di birre in bottiglia dal Belgio. Più interessante è il vicino Bishop's Arms (Vasagatan 7), altro pub (trattasi di una catena di locali presenti in tutta la Svezia) in stile anglosassone e altra valanga di birre alla spina, locali e non. C'è da dire però che delle 25/30 spine di ogni locale, alcune e non poche sono dedicate a birre industriali, non si fanno mancare nulla, ma di queste ultime ne avrei fatto volentieri a meno.
Grazie ad alcuni beer-geek locali ho scoperto il Soldaten Svejk, pub che ti riporta in tutti i sensi (come dice il nome ispirato al "buon soldato Svejk" della letteratura ceca) alla tanto amata, almeno da me, Praga. Qua una graditissima sorpresa mi attendeva alle spine: 7/8 prodotti da microbirrifici della Repubblica Ceca, quasi tutti non pastorizzati e la leggenda che la settimana precedente avrebbero servito la Pilsner Urquell non filtrata, onore che viene dato solo al mitico Na Parkanu di Plzen. Il proprietario è ovviamente praghese e si dice abbia numerosi ponti aperti con il suo paese, il mio palato ne ha goduto parecchio ed è stato splendido immergermi nelle grandi pivo boeme. Locale consigliatissimo!
Altri posti degni di una visita sono il Duvel Cafè (Vasagatan 50) e il Man on the Moon (Tegnergatan 2), e per gli assaggi delle birre locali segnalo sicuramente le birre della Narke, Dugges, Nynashamns, Ocean, Oppigards, Jamtlands, anche se verrete distratti notevolmente dalle altre birre presenti nella batteria di spine di questi splendidi locali.
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