Visualizzazione post con etichetta LA BIRRA. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta LA BIRRA. Mostra tutti i post

domenica 19 dicembre 2010

La bassa fermentazione è abbandonata?

Ultimamente, dando una occhiata alla mia cantina e i miei acquisti birrari mi sono accorto che più passa il tempo e più sui miei scaffali sale la percentuale di birre ad alta fermentazione rispetto a quelle a bassa. Non è stato un fenomeno immediato, ma mi accorgo che andando alla ricerca di prodotti particolari ( per sentito dire o semplicemente per “completare” la gamma di qualche produttore ) spesso mi trovo ad acquistare una qualche esponente della famiglia delle Ale, piuttosto che una Lager.
Probabilmente una facile spiegazione salta in mente a tutti ( “è ovvio che una porter, una bitter o una golden belga siano più interessanti di una birretta commerciale” ) ma credo che si corra il rischio di banalizzare tutta una categoria di prodotti.
Se è vero che le centinaia di prodotti commerciali ( ma soprattutto industriali ) che hanno cercato di guadagnarsi una fetta di mercato giocando al ribasso dei prezzi ( e quindi della qualità ) hanno in qualche modo “screditato” la birra o quantomeno il genere delle “bionde” a bassa fermentazione, bisogna anche ammettere che ci sono lager molto interessanti o almeno pensate senza tirare la cinghia sulla qualità (comevi ho detto ho trovato spettacolare la Tipopils ).
Per fare un esempio, in un periodo in cui la gente sta imparando a conoscere birre “diverse dal solito” e molto più buone di quei marchi presenti in Italia da decenni,sempre più spesso si sentono nominare “nuovi” nomi, termini tecnici,  produttori, stili birrari che suscitano sempre molto interesse tra i curiosi. Guardacaso, però, le scoperte sono quasi sempre le birre d’abbazia, le birre nere, le birre artigianali o nel peggiore dei casi, le weiss.
Bisogna ammettere che quando un mercato composto al 90% da simil-pils e altre lager si apre a nuovi concorrenti è inevitabile che le novità siano quasi tutte dell’altra tipologia, ma quello che mi sembra strano è che la stessa sorte non è toccata ad altri stili a bassa fermentazione che sicuramente meritano attenzione e rispetto quanto gli altri. Solo per citarne alcune,le ricche Bock e Doppelbock, le Dunkel, le Keller sono stili antichissimi e dotati di una certa complessità ma non hanno riscoperto l’antico lustro come è stato per le Ales anglosassoni, americane o belghe.
Forse un certo tipo di birra è stato accolto meglio dai consumatori perchè è più facile coglierne le spiccate caratteristiche di gusti e aromi e le evidenti differenze con le “chiare amarognole”. Forse invece è stato solo un caso, che si scegliesse di provare a commercializzare un birra piuttosto di un altra..
Fatto sta che in effetti, pur senza scomodare i prodotti artigianali, la varietà offerta dal panorama delle birre ad alta fermentazione è molto ampia e interessante, così che i birrai possono sbizzarrirsi con miscele di malti speciali, speziature e lieviti originali. Questo determina la possibilità di creare prodotti davvero nuovi e molto distintivi ( sempre se la ricetta funziona ).
Oppure c’è da considerare un altro fattore, puramente tecnico, che screma le birre adatte ad un grande mercato da quelle meno “trattabili”. Sto pensando ai tempi tecnici di produzione e maturazione, che a volte possono essere paragonati, ma è vero che diversi stili ad alta fermentazione possono essere pronti per lo scaffale dopo circa 3 mesi dalla data di produzione, mentre speso per le lager questi tempi si moltiplicano.
Quindi anche l’elasticità dei produttori ha influito sulla diffusione di una categoria piuttosto dell’altra ? Oppure davvero, l’originalità, complessità e varietà di scelta delle ales hanno stravinto sulla finezza e tradizione delle lager ?
Voi cosa ne pensate ?

Bernard Celebration Lager e Special Dark

Una volta l’anno passa di qui il Mercato Europeo, con decine ( centinaia ) di commercianti da tutta europa a proporre prodotti tipici, folkloristici e pure un po’ di “roba da turisti” ( che tanto qualcuno che abbocca c’è sempre :P ). Principalmente si parla di prodotti gastronomici ma c’è anche qualche artgiano. Ovviamente non sto a parlarvi delle madeleine, dei brezel o le mini crèpes olanesi presenti alla manifestazione, bensì sappiate che qualche lungimirante commerciante ha visto bene di portare in questa landa desolata qualche birra “tipica” delle varie zone. Invovinate un po’… che ve lo dico a fare, certo che mi sono accaparrato qualche bottiglia :D Ok, non si tratta di chissà quali rarità, ma avendole sotto mano e non sapendo dove altro comprarle… ho approfittato dell’occasione ;)
La volta scorsa ero riuscito ad assaggiare le birre del trentino Demetra, l’austriacaOttakringer, le ceche Bohemia Regent e la Pardubický Porter. Questo giro di assaggi invece prevede le birre Bernard, le russe Baltika e… le famose Aventinus della Schneider ( si, due… scoprirete poi perchè ;) ).
Cominciamo con le non filtrate e non pastorizzate Bernard, ossia la Celebration Lager e la Special Dark . A quanto ho capito, la prima è una birra a bassa fermentazione ( appunto lager ), ma rifermentata in bottiglia tramite l’aggiunta di lievito “extra”. Chissà cosa intendono.. “arricchita con lievito” come le kellerbier ? Oppure aggiunto come nelle weisse a scopo “decorativo” ?
Comunque sia mi è piaciuta, questa birra dorata profumata dallo speziato del luppolo Saaz ( attendo conferme ) e con un gusto bilanciato tra malto e luppolo. Una parola ? Saporita… :D
Vogliamo parlare anche della sorella ? La Special Dark “è prodotta con 5 tipi di malti che le conferiscono un gusto unico”, dice il loro sito. Non garantisco sul numero, ma sicuramente le note tostate di almeno uno di questi si sentono bene, sia al naso che in bocca. Rimane una birra dalla schiuma beige persistente, abbastanza corposa e decisa, con un finale secco. Dovrei procurarmi qualche dunkel in più…:P
Entreranno nel mio personale olimpo birrario? Non lo so.. ma sicuramente mi sono piaciute e risollevano la categoria della bassa fermentazione… avvalorando le mie idee a riguardo :D

Birre Maestre: Duvel

Dopo tanta ricerca di birre nuove, particolari.. è bello ogni tanto aprire una bottiglia “sicura”, che sai che ti appagherà in un modo o nell’altro.
Non dico che la maggior parte delle birre nuove che assaggio siano cattive o una perdita di tempo, anzi. Soltanto che a volte viene voglia proprio di “quel” gusto, di “quei luppoli”, di “quella” birra insomma. Una volta può trattarsi di un dissetante bicchiere in estate, oppure un aperitivo diverso dal solito, oppure ancora avete bisogno dell’abbinamento perfetto con il piatto di stasera. Le birre che si prestano a fare da “rifugio”, insomma, hanno il pregio di non deludere mai ( di solito ) e quindi a seconda dei gusti ci sono bottiglie che non dovrebbero mai mancare in cantina. Ma quali birre entrano di diritto a far parte di questo fortunato gruppo ? Sicuramente devono essere birre molto buone, ben realizzate e che si distinguano dalle altre per qualche caratteristica peculiare. Ho pensato che queste birre, appunto per questi tratti distintivi, potrebbero essere delle ottime “Maestre” per esempio per riconoscere un certo luppolo, per conoscere meglio uno stile birrario, per capire una tecnica produttiva o per l’originalità della speziatura.
Personalmente, sono molto orientato ad aprire una bottiglia nuova, quando disponibile, rispetto ad una birra già conosciuta, ma ho già avuto modo di “registrare” alcuni prodotti ( a mio parere ) davvero unici e iconici, che vale la pena conoscere, ecco. Vi giro quindi con questa specie di rubrica  le etichette da cui ho potuto imparare qualcosa. Partiamo dalle cose semplci…
Per qualcuno la Duvel sarà addirittura una scelta banale, data la già affermata presenza sul mercato, i volumi di vendita e quant altro. Ciò non toglie che sia un ottimo insegnante almeno per un paio di cose ;)
La Duvel è una strong ale belga di 8,5%ABV, dorata,  caratterizzata dai profumi freschi del luppolo, una importante schiuma e la sua avvertibile “frizzantezza”. Andando più a fondo, usando qualche tecnicismo, si scopre che i luppoli usati per questo “demonio” sono lo Styrian Goldings per conferire l’amaro e il Saaz per l’aroma ( questo è lo stesso luppolo tipicamente utilizzato nelle Pilsner ceche tradizionali ). Rimanendo in tema di profumi, quelli della Duvel vengono spesso descritti con note fresche, erbacee e floreali ( dovute al luppolo ) e di frutta bianca ( direi esteri prodotti dal lievito ) oltre all’alcol.
Oltre a regalare al Saaz un ulteriore punto come luppolo aromatico, la Duvel offre uno dei migliori esempi di schiuma compatta e persistente ( oltre che abbondante, occhio nel versarla! ;) ). Deibenefici di una buona schiuma abbiamo già parlato,  ma questa è davvero unica. Tantè checostituisce davvero un elemento caratteristico di questa birra. Come “bonus”, la persistenza e consistenza di questa schiuma ci permette di verificare un altra teoria ( e confermarla :P ). Si ritiene infatti che le sostanze amaricanti del luppolo tendano a concentrarsi nella schiuma, rendendola quindi ben più amara della birra stessa ( gli homebrewers più esperti ci sapranno spiegare le dinamiche.. ). Infatti se provate a prendere “una ditata” di quella bella montagnola che avete nel bicchiere e la assaggiate… voilà, pannosa amarezza:P !
Detto questo, la Duvel è spesso suggerita come aperitivo, profumato, gustoso e con un finale leggermente secco ( più il leggero amarognolo che aiuta l’appetito :) ). Unico suggerimento: occhio a versarla e occhio anche al tenore alcolico ;)

Chi ha detto doppelbock? Eggenberg Urbock 23 e Samichlaus

Siamo ufficialmente nel periodo freddo quindi è piu che lecito andare in cerca di birre di un certo “tenore”. Dopo le Aventinus di qualche post fa, ho trovato, preso e assaggiato altre due birre piuttosto famose e adatte a “scaldare” le fredde serate di fronte al caminetto ( o piu realisticamente, il premio di fine giornata prima della buona notte :P ). Si tratta di due prodotti del birrificio austriaco Eggenber, entrambi esponenti dello stile delle doppelbock.
Breve momento di cultura birraria: Le Doppelbock sono una particolare versione dello stile tedesco a bassa fermentazione Bock. Si tratta di birre molto ricche, spesso caratterizzate da un intenso sapore (dolce) di malto, una leggera tostatura e un amaro poco percepibile. La tradizione vuole che questa forte birra sia stata prodotta originariamente dai monaci (dell’ordine di San Francesco da Paola, da cui Paulaner ;) ) per il proprio sostentamento durante i periodici digiuni rituali in cui l’assunzione di qualsiasi cibo solido era proibito. Dato che ufficialmente la prima doppelbock prese il nome di “Salvator”, i prodotti dello stesso tipo giunti in seguito le resero omaggio aggiungendo ai loro nomi il suffisso “ator”.
Per ulteriori approfondimenti potete dare una occhiata qui e qua per esempio.
Tornando a noi, le due portabandiera della Eggenberg non deludono le aspettative e con un contenuto alcolico di 9,6%ABV per la prima e addirittura 14%ABV per la seconda richiedono un consumo molto attento e “rispettoso”.
La Urbock 23 ( bock “originaria”, 23 sono i gradi Plato ) si presenta di colore dorato scuro e limpido. Pochi secondi dopo averla versatà la schiuma già tende a sparire, per quanto sia davvero fine e di bell’aspetto. Già al naso ho immaginato come il malto fosse ben in evidenza, con una leggera nota alcolica a spalleggiarlo. Come prevedibile il gusto dolce e lo scarso amaro del luppolo non sforano lo stile e il finale caldo insieme alla carbonazione molto lieve aiutano a confermare l’attitudine di “birra da meditazione”
Sicuramente una ottima birra, non c’è che dire, ma personalmente non riesco ancora ad apprezzare la grande “maltosità” di certi prodotti. Ora sparo una perla, quindi prendetela con le molle… ma per intenderci un intenso gusto di malto ricorda il gusto del pomodoro cotto. Per me è un sapore troppo intenso ecco, preferisco quando è “camuffato” da luppoli o speziature.. o semplicemente le birre meno maltose :P
Si potrebbe pensare quindi che assaggiare laSamichlaus sia quasi un mio gesto masochistico, invece no. Questa birra, dal passato un po’ movimentato, è ritenuta da molti una ottima doppelbock, nonchè birra dalle ottime capacità di invecchiamento. La Samichlaus viene prodotta il 6 dicembre e “subisce” una maturazione di 10 mesi prima di essere immessa sul mercato. Si tratta di una specialità stagionale, che prima faceva parte della gamma della svizzera Hurlimann, poi per qualche tempo scomparsa dal mercato e poi rievocata dalla Eggenberg, attuale proprietaria dei diritti. Bando alle ciance e stappiamo la bottiglia. Questa volta la schiuma non fa nemmeno in tempo a formarsi e rimane solo un leggero strato sopra la birra rosso scuro ( tendente al marrone ). Se riuscite a mettere le mani su una di queste assicuratevi di aprirla a temperatura quasi-ambiente, per non perdervi gli intensi profumi. Tenerla in frigor o anche solo aprirla direttamente a temperatura di cantina ( soprattutto in questa stagione ) potrebbe voler dire privarsi di metà di questa birra. Il naso infatti è molto intenso, ricco con il solito malto in prima fila ma accompagnato da una evidente componente di frutta rossa ( ciliegia? ). Il gusto è altrettanto “potente” e complici l’alto contenuto alcolico, la carbonazione quasi assente e una consistenza quasi oleaosa ogni sorso risulta particolarmente caldo e avvolgente. Lo so, sembra una pubblicità dei “moscierì” ma giuro che è davvero una birra da provare :P
Bene, cosa aspettate ? Via, via.. a comprare delle doppelbock per l’inverno! :D

LA BIRRA


Quando scaviamo nella memoria dei nostri antenati alla ricerca della birra originale, noi non la troviamo.

Indoviniamo piuttosto come si é sviluppata: la birra è un composto di grani d'orzo e d'acqua.

Gli archeologi testimoniamo che il primo cereale coltivato é stato l'orzo, il più facile da coltivare, che ha contribuito a trasformare quei popoli da nomadi in stanziali e a formare i primi villaggi.

La preparazione della birra richiede numerose fasi di lavorazione : preparazione del malto d'orzo o altri cereali di qualità maturi che deve essere ricavato da orzo o altri cereali di buona qualità e perfettamente maturi.



Gli ingredienti per ottenere una buona birra sono da sempre gli stessi: acqua, malto, lievito e luppolo.



Non sempre però viene utilizzato malto d'orzo.



Solo in Germania, dal 1516, una legge (il Reinheitsgebot ovvero l'editto della purezza) limita al pregiato orzo l'uso di cereali da maltare per la birrificazione; le birre non tedesche invece possono essere prodotte anche con cereali diversi e meno costosi come ad esempio il mais.



Ma la scelta e le combinazioni delle materie prime e il tipo di fermentazione e maturazione fanno la preparazione della birra (bressare) un'arte estremamente raffinata e complessa.



L'orzo maltato viene macinato finemente, acquisendo così la consistenza di una farina.



Poi esso viene miscelato con acqua tiepida, che viene successivamente portata a temperature più elevate, circa 65-68 gradi.



Dopo che il malto si trasforma in mosto si passa alla cottura di quest'ultimo, la durata dalla cottura dipende dal tipo di birra che si intende produrre, ma diciamo che in genere non si scende quasi mai sotto l'ora ed è raro che si oltrepassino le due ore e mezza.



Durante la cottura viene aggiunto il luppolo, che conferisce il caratteristico sapore amarognolo alla birra, nonché l'inconfondibile aroma. Il mosto viene poi raffreddato e portato a temperature adatte alla fermentazione: dai 4 ai 6 gradi per la bassa fermentazione e dai 15 ai 20 gradi per quella alta.



Il protagonista assoluto della fermentazione è il lievito, esso trasforma gli zuccheri e gli aminoacidi presenti nel mosto in alcol, anidride carbonica e sostanze aromatiche.



La birra è fatta per il 93% di acqua (rispetto agli altri alcolici il contenuto di acqua compensa gli effetti disidratanti dell'alcool), 3.4% alcol, 3% carboidrati, 0% grassi, 175mg di potassio, 5mg di calcio, 140mg di fosforo, 48mg di magnesio, 6mg di silicio, 0.15mg di vitamina B2, 4.5mg di vitamina B3, 0.24mg di vitamina B5, 0.14mg di vitamina B6, 3mcg di vitamina H, 57 mcg di vitamina B9, 0.8mcg di vitamina B12.



E' ricca inoltre di antiossidanti.



Sembra inoltre che la birra contrasti la formazione di omocisteina, per l'alto contenuto di vitamina B6.



Contiene 1/3 dell'alcol del vino (in media).



La presenza di potassio e magnesio e la ridotta quantità di sodio favoriscono l'accelerazione del processo diuretico.



Quindi, la birra, se assunta in quantità modeste, aiuta il naturale lavoro dei reni e a combattere la formazione dei calcoli.



Riduce del 40% il rischio di calcoli renali (un paio di bicchieri di birra al giorno, invece le grandi bevute lasciano nel fegato la tossina acetaldeide e i reni per eliminarla usano tutti i fluidi possibili e alla lunga si rischia l'insufficienza renale), aumenta il colesterolo Hdl (quello buono), aiuta a mantenere libere le arterie, contribuisce a ridurre il rischio di ictus, dosi moderate riducono la quantità di interleuchina 6 e proteina C che sono collegati a problemi cardiaci.



Anche se priva di grassi e senza colesterolo un eccessivo consumo di birra aumenta comunque i trigliceridi : comunque la colpa maggiore dell'aumento di peso spesso non è la birra ma altri alimenti ricchissimi di grassi come patatine, salatini, etc.



Consumando vitamine del gruppo B 30 minuti di bere la birra aiuta a metabolizzarla; è anche utile tra una birra e l'altra bere acqua o una spremuta fresca.



Una doccia fredda di qualche minuto favorisce la circolazione del sangue e accelera l'eliminazione delle tossine; il cardo mariano disintossica l'organismo dall'alcol; una passeggiata aiuta a ripulire l'organismo; una tazza di caffè aiuta a diminuire il mal di testa.



E' quindi in generale una bevanda salutare (une media è più leggera ad es. di una cola) ma il consumo di bevande alcoliche può risultare utile o dannoso a seconda della sua entità, quindi non bisogna eccedere o ci si espone al rischio delle conseguenze tossiche dell'abuso di alcol : la quantità massima consentita varia in base alla costituzione e al peso.



La birra è nutriente ma povera di calorie.



Ne contiene addirittura meno di altre bevande non alcoliche.



100 grammi di birra contengono appena 34 calorie, le stesse offerte dal succo d'arancia; nelle light si scende addirittura a 28 mentre in quelle più "robuste" si può arrivare ad un massimo di 60.



Per quanto sana e poco calorica, la birra resta una bevanda alcolica.



Dunque, è sempre bene non eccedere nel consumo: ciò significa che, al giorno, possiamo bere fino ad un massimo di 2 o 3 bicchieri di birra da 0,25 cl l'uno.



In questo modo, infatti, assumeremo dai 20 ai 30 grammi di alcol, rimanendo così al di sotto della soglia massima consentita che è di 40 grammi per l'uomo e 30 per la donna.



Una pinta di birra al giorno ci protegge da attacchi al cuore ben più di un bicchiere di vino rosso o di altri alcolici: lo afferma un team di ricercatori olandesi in uno studio pubblicato a Londra dalla rivista scientifica “Lancet".



Per due scienziati olandesi bere due birre al giorno può aumentare i livelli di colesterolo HDL (quello buono) del 12% in tre settimane.



Un'altro studio pubblicato dalla rivista Lancet sostiene che il luppolo (ingrediente base della birra bionda) previene l'aumento di omocisteina, un aminoacido implicato negli infarti, mentre al Research di Cambridge (GB) hanno constatato che può migliorare la salute delle ossa.



Questo comunque non è un buon motivo per alzare troppo il gomito! E' sempre meglio optare per la moderazione.



Per non rischiare il fenomeno della "pancia da birra" bisogna limitare la quantità (max 250-300 ml al giorno).



Anche la spillatura è importante per evitare la pancia da birra.



Non dimentichiamoci che la birra contiene maltosio, il re di tutti gli zuccheri e che aumenta la concentrazione nel sangue più rapidamente di tutti.



Il rapido aumento dello zucchero nel sangue prodotto ingurgitando questa bevanda induce un corrispondente aumento nella produzione dell'insulina, che a sua volta contribuisce all'accumulo di grassi attorno alla vita.



Una corretta spillatura è importante per evitare che lo stomaco si gonfi di anidride carbonica e permettere anche la formazione del cappello di schiuma che protegge il sapore della birra fino all'ultimo sorso.



Come si spilla la birra?

Si deve usare un bicchiere pulitissimo senza residui di grassi o detersivo che contrastano la formazione della schiuma.



Si bagna il boccale con acqua fredda per evitare alla birra uno shock termico che rovinerebbe il cappello.



Quindi si tiene inclinato il bicchiere a 45º e si spilla evitando che il beccuccio entri in contatto con la bevanda.



Quando il boccale è pieno a tre quarti si raddrizza e si conclude la spillatura togliendo l'eccesso di spuma con una spatola.



Per birre particolarmente spumose si preferisce il metodo a caduta : si versa un pò, si aspetta che la schiuma cali, se ne versa un altro pò e così via anche per qualche minuto.



Queste raccomandazioni valgono anche per la birra confezionata.



Si sconsiglia infatti di bere direttamente dalla bottiglia o dalla lattina per evitare un dilatamento dello stomaco!



Tipi di birra

Abbazia - Le birre d'abbazia sono prodotte con l'antico metodo dell'alta fermentazione; generalmente corpose edi forte contenuto alcolico (da 6 a 9 gradi alcolici). La loro colorazione varia dall'oro carico, all'ambrato, al rosso cupo, al bruno scuro. Si richiamano alle birre che venivano anticamente prodotte in numerose abbazie belghe.
Ale - E' il nome con cui i britannici definiscono la birra tradizionale. Identifica birre ad alta fermentazione, di moderato contenuto alcolico e di poca schiuma, da bere a temperatura di cantina. Colori assortiti, sapori anche. Numerose sono le sottotipologie per la british ale: bitter ale, brown ale, mild ale, old ale, pale ale, scotch ale. Molto apprezzata la real ale ovvero la ale prodotta con metodi tradizionali antichi. Le rare ale inglesi di forte gradazione alcolica vengono chiamate Barley wine (vino d'orzo). Anche il Belgio vanta una sua tradizione in fatto di ale. Le ale belghe sono generalmente (ma non sempre) di forte contenuto alcolico.(Bières d'abbay), ma anche in Germania (klosterbier). E' ottima con carni al sangue.
Altbier - E' un tipo di birra ad alta fermentazione originaria di Düsseldorf. Ramata, leggera, digestiva, dal gusto fruttato.
Analcolica - Ha 15-20 calorie per 100ml (40-60 a bicchiere). In passato per tenere basso il tenore dell'alcol si fermava la fermentazione e la birra acquistava un sapore di ossidato poco gradevole. Oggi invece si elimina l'alcol a fine lavorazione per evaporazione e si mantengono gli aromi. Non è del tutto analcolica, può arrivare a 1-2 gradi.
Biere Blanche - Witbier - Birra a base di frumento che viene prodotta in Belgio. E' leggermente acidula, di color bianco lattiginoso. Assai rinfrescante e digestiva, con particolarità aromatiche dovute al'aggiunta di coriandolo e curaçao. E' ottima con insalate di riso, di pasta o di mare e con tutti i piatti delicati.
Bock - Birre a bassa fermentazione e a gradazione elevata di produzione tradizionalmente tedesca. Dense, corpose, dal deciso sapore di malto. Quando sono ancora più forti diventano doppelbock. Le bock di solito sono chiare, le doppelbock ambrate o scure.
Dortmunder - Il nome deriva dalla vocazione commerciale della città tedesca di Dortmund in Renania, che fu uno dei primi centri di esportazione della birra. In questa città nasce infatti il tipo di birra denominata Export. Bassa fermentazione. Gusto rotondo, non troppo amaro, sapore di malto. Gradazione alcolica attorno ai 4 gradi e mezzo.
Esotiche - Non è una vera tipologia birraria ma semplicemente una denominazione di fantasia per identificare quelle birre che ci portano atmosfere di Paesi lontani e affascinanti. Quasi tutte praticamente rientrano nella grande famiglia delle birre lager ma in qualche caso hanno caratteristiche particolari. Le birre latino-americane, per esempio, sono di colore molto chiaro, sapore delicato, grande bevibilità.
Gueuze - Birra belga a fermentazione spontanea, ricavata dalla miscelazione di vari tipi di birre Lambic (vedi). Può essere aromatizzata, per macerazione, con vari tipi di frutta. Le più note sono la birra Kriek (ciliegia) e la Frambozen (lampone), ma si producono anche birre alla pesca, al ribes, al mirtillo, alla banana.
Kölsch - Birra tipica della città tedesca di Colonia, ad alta fermentazione, dorata, delicata e decisamente secca. Si beve in un apposito bicchiere cilindrico. Di difficile reperimento nel nostro Paese.
Lager - Ogni birra prodotta a bassa fermentazione è genericamente chiamata lager. Si sarebbe tentati di dire che è la birra comune, anche se non c'è niente di comune in questo stile birrario che è il più diffuso a livello mondiale. Di colore oro pallido, mediamente amara. Il nome deriva dal tedesco lager che indica i magazzini, le cantine in cui viene messa a maturare. Si abbina con molti piatti di pasta, verdure e anche pesce. Ottima con antipasti a base di alici marinate.
Lambic - Birra a fermentazione spontanea, che raccoglie cioè il lievito dell'aria e lascia fermentare liberamente il mosto. Viene prodotta con una buona percentuale di malto di frumento, ma dato che il lievito presente nell'aria non è mai lo stesso né della stessa quantità, si miscelano vari tipi di lambic per dare origine alla birra Gueuze.
Malt liquor - Non tutte le birre americane sono leggere e poco alcoliche. Alcune, ma sono poche, sono di gradazione alcolica elevata e vengono chiamate appunto Malt liquor (liquore di malto). Sono in pratica le doppio malto Usa.
Märzen - Tipica birra tedesca di Monaco di Baviera. Viene prodotta in marzo per essere consumata durante l'Oktoberfest, dove viene bevuta in grandi quantità, esclusivamente in boccali (mass) da un litro.
Münchner - Birre tipiche di Monaco di Baviera, di bassa fermentazione, di colore generalmente scuro e con evidente sapore di malto.
Pils - Questa tipologia trae il nome da Pilsen, la città ceca in cui è nata e nella quale viene tuttora prodotta la famosa Pilsner Urquell. Molto apprezzato questo stile birrario si è diffuso in diversi Paesi dove vengono prodotte birre denominate pils o pilsener. Le pils sono birre a bassa fermentazione, di color oro pallido e in genere molto luppolate, il che conferisce un tocco di amarognolo in più (le pils bavaresi, al contrario, sono meno amare), gusto secco, pulito. Schiuma abbondante con perlage finissimo. Si bevono in calici flute. E' perfetta con i primi piatti come la pasta ma anche per esempio piatti come i funghi trifolati.
Rauchbier - Tipica della zona di Bamberg, in Franconia (Germania) è ottenuta da malto da cui germinazione è stata interotta mediante l'affumicatura con legno di faggio invecchiato. Il sapore di affumicato si trasmette fino al prodotto finito. E' una specialità di difficile reperimento nel nostro Paese.
Stout - E' la famosa birra nazionale irlandese, scurissima, con una schiuma abbondante e cremosa. Viene prodotta con orzo torrefatto e con l'aggiunta di caramello. Questo stile birrario è molto apprezzato anche in Gran Bretagna ma non mancano birre stout provenienti anche da altri Paesi. Una stout molto forte e famosa è la Russian Stout originariamente prodotta a Londra nell'Ottocento, per essere esportata a Pietroburgo; tuttora in produzione viene esportata in vari Paesi, incluso il nostro. E' ideale con le ostriche. Avendo sentori di caffè e cioccolato è anche un'ottima bevanda da dessert.
Trappiste - Le birre trappiste sono molto apprezzate in quanto vengono tuttora prodotte dai monaci trappisti Fermentazione, rifermentate in bottiglia. Gradazione robusta (da 6 a 9° alcol). Di colore che varia dall'oro carico all'ambrato allo scuro. Schiuma ricca. Gusto pieno. Si bevono in grandi bicchieri balloon per meglio apprezzarne gli aromi. Le birre trappiste sono solo 7 : 6 prodotte in abbazie belghe e una nei Paesi Bassi. Hanno un marchio speciale e un disciplinare che prevede la produzione in abbazia.
Weizen (Weisse) - Birre di frumento tedesche, leggermente asprigne e dorate di una abbondantissima schiuma. Molto dissetanti e rinfrescanti, sono anche assai digestive. Altra caratteristica è il lievito che rimane in sospensione dando alla birra un gusto particolare e un aspetto opaco. Sono prodotte in tre tipi: hefeweizen (chiare con lievito), dunkelweizen(scure, con lievito) e kristallklar (chiare, ma senza lievito che viene filtrato). E' ideale con piatti robusti come salsicce e salumi perché il gusto asprigno ripulisce il palato. E' in grado anche di ravvivare ortaggi insipidi come per esempio le zucchine.


Classificazione della birraBirra Analcolica da 3 gradi saccarometrici a 8 (da 1 a 2,6% alc.vol.)
Birra Leggera o Birra Light da 5 gradi saccarometrici a 13 (da 3,6 a 4,3% alc.vol.)
Birra Normale da 11 gradi saccarometrici a 13 (da 3,6 a 4,3% alc.vol.)
Birra Speciale da 13 gradi saccarometrici a 15 (da 4,3 a 5% alc.vol.)
Birra Doppio Malto oltre 15 gradi saccarometrici (oltre 5% alc.vol.)