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domenica 19 dicembre 2010

Chi ha detto doppelbock? Eggenberg Urbock 23 e Samichlaus

Siamo ufficialmente nel periodo freddo quindi è piu che lecito andare in cerca di birre di un certo “tenore”. Dopo le Aventinus di qualche post fa, ho trovato, preso e assaggiato altre due birre piuttosto famose e adatte a “scaldare” le fredde serate di fronte al caminetto ( o piu realisticamente, il premio di fine giornata prima della buona notte :P ). Si tratta di due prodotti del birrificio austriaco Eggenber, entrambi esponenti dello stile delle doppelbock.
Breve momento di cultura birraria: Le Doppelbock sono una particolare versione dello stile tedesco a bassa fermentazione Bock. Si tratta di birre molto ricche, spesso caratterizzate da un intenso sapore (dolce) di malto, una leggera tostatura e un amaro poco percepibile. La tradizione vuole che questa forte birra sia stata prodotta originariamente dai monaci (dell’ordine di San Francesco da Paola, da cui Paulaner ;) ) per il proprio sostentamento durante i periodici digiuni rituali in cui l’assunzione di qualsiasi cibo solido era proibito. Dato che ufficialmente la prima doppelbock prese il nome di “Salvator”, i prodotti dello stesso tipo giunti in seguito le resero omaggio aggiungendo ai loro nomi il suffisso “ator”.
Per ulteriori approfondimenti potete dare una occhiata qui e qua per esempio.
Tornando a noi, le due portabandiera della Eggenberg non deludono le aspettative e con un contenuto alcolico di 9,6%ABV per la prima e addirittura 14%ABV per la seconda richiedono un consumo molto attento e “rispettoso”.
La Urbock 23 ( bock “originaria”, 23 sono i gradi Plato ) si presenta di colore dorato scuro e limpido. Pochi secondi dopo averla versatà la schiuma già tende a sparire, per quanto sia davvero fine e di bell’aspetto. Già al naso ho immaginato come il malto fosse ben in evidenza, con una leggera nota alcolica a spalleggiarlo. Come prevedibile il gusto dolce e lo scarso amaro del luppolo non sforano lo stile e il finale caldo insieme alla carbonazione molto lieve aiutano a confermare l’attitudine di “birra da meditazione”
Sicuramente una ottima birra, non c’è che dire, ma personalmente non riesco ancora ad apprezzare la grande “maltosità” di certi prodotti. Ora sparo una perla, quindi prendetela con le molle… ma per intenderci un intenso gusto di malto ricorda il gusto del pomodoro cotto. Per me è un sapore troppo intenso ecco, preferisco quando è “camuffato” da luppoli o speziature.. o semplicemente le birre meno maltose :P
Si potrebbe pensare quindi che assaggiare laSamichlaus sia quasi un mio gesto masochistico, invece no. Questa birra, dal passato un po’ movimentato, è ritenuta da molti una ottima doppelbock, nonchè birra dalle ottime capacità di invecchiamento. La Samichlaus viene prodotta il 6 dicembre e “subisce” una maturazione di 10 mesi prima di essere immessa sul mercato. Si tratta di una specialità stagionale, che prima faceva parte della gamma della svizzera Hurlimann, poi per qualche tempo scomparsa dal mercato e poi rievocata dalla Eggenberg, attuale proprietaria dei diritti. Bando alle ciance e stappiamo la bottiglia. Questa volta la schiuma non fa nemmeno in tempo a formarsi e rimane solo un leggero strato sopra la birra rosso scuro ( tendente al marrone ). Se riuscite a mettere le mani su una di queste assicuratevi di aprirla a temperatura quasi-ambiente, per non perdervi gli intensi profumi. Tenerla in frigor o anche solo aprirla direttamente a temperatura di cantina ( soprattutto in questa stagione ) potrebbe voler dire privarsi di metà di questa birra. Il naso infatti è molto intenso, ricco con il solito malto in prima fila ma accompagnato da una evidente componente di frutta rossa ( ciliegia? ). Il gusto è altrettanto “potente” e complici l’alto contenuto alcolico, la carbonazione quasi assente e una consistenza quasi oleaosa ogni sorso risulta particolarmente caldo e avvolgente. Lo so, sembra una pubblicità dei “moscierì” ma giuro che è davvero una birra da provare :P
Bene, cosa aspettate ? Via, via.. a comprare delle doppelbock per l’inverno! :D

Guida alla degustazione della Birra. Informazioni generali


Seguono alcune informazioni utili a trarre un maggiore godimento dalla degustazione di questa bevanda.

Conservazione. La birra deve essere conservata in luoghi asciutti, bui e ben areati, a una temperatura di 16-20°C. Va messa in frigorifero solo 24 ore prima della consumazione.

Bicchieri. Questo consiglio potrei evitarlo, ma ho imparato che è meglio non tralasciare mai le cose più ovvie. Il bicchiere deve essere perfettamente pulito da ogni traccia di detersivo e di grasso. Questi impediscono la corretta formazione della schiuma e possono alterare i sapori. La schiuma ha una notevole importanza perché rallenta l’ossidazione della birra e rilascia la componente aromatica.
Può essere utile, soprattutto in estate, abbassare la temperatura del vetro risciacquando il bicchiere prima di servire la birra al fine di evitare un dannoso shock termico.
Bisogna sempre evitare di bere la birra direttamente dalla bottiglia (sono esentate da questo consiglio le persone che bevono misture orribili tipo Peroni o Dhrer in quanto non capiscono un cazzo di birra e se gli piacciono quelle due bevande nonriusciranno mai a capire cosa è realmente una Birra).

Spillatura.
Birra alla spina. È bene che la birra abbia almeno due dita di schiuma, in quanto questa serve a proteggerla dall’ossidazione. Solo per alcuni tipi di birre inglesi la schiuma può non essere presente e in alcuni casi può alterare in negativo la degustazione.
La schiuma può essere formata con tecniche diverse. Ad esempio in Belgio il bicchiere è riempito molto rapidamente e la schiuma in eccesso è poi eliminata con una spatola. La spillatura tedesca è in genere lenta ed effettuata in più stadi lasciando ogni volta ridurre la schiuma per poi rifinire il riempimento.

Birra in bottiglia. La bottiglia non deve mai toccare il bicchiere. Il bicchiere va inizialmente tenuto inclinato circa a 45-60°, raddrizzandolo progressivamente mentre si versa la birra. Quando il bicchiere è quasi pieno la birra va versata più velocemente, in modo da sviluppare una buona quantità di schiuma, che, per una spillatura perfetta, dovrebbe alzarsi di un paio di centimetri oltre l’orlo del bicchiere. Per alcuni tipi di birra la degustazione può essere migliore se si lascia un po’ di birra nel fondo della bottiglia, che va aggiunta nel bicchiere dopo qualche minuto. Se la birra contiene lievito in sospensione si può roteare la bottiglia prima di aggiungere il fondo per cercare di trasferirne la maggiore quantità possibile nel bicchiere (alcuni preferiscono lasciarlo in bottiglia, è solo una questione di gusti, ognuno ha i suoi, in genere io consiglio di provare con i due metodi).